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Il Faggio di Angelo

  • Altitudine: 1.185 m

Il Faggio di Angelo

Il Faggio di Angelo

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La lapide

La lapide a memoria di Angelo Pontiggia

Su un palo metallico, posto accanto al grande faggio, è infissa una lapide di marmo rosso che reca una scritta incisa su cui è rimasta parte della doratura. Si legge:"In questa baita la notte del 19-3-1951 il giovane skiatore Pontiggia Angelo di 23 anni per un crudele destino spirava tra le braccia della mamma che straziata dal dolore pose come ricordo". La baita a cui fa riferimento è probabilmente la vicina baita che oggi è chiamata Rifugio Mapomo. Sulla causa della morte non si hanno informazioni certe, si suppone possa essere accaduto un incidente invernale sulle pendici dei Corni di Canzo oppure un malore improvviso. Un tempo i prati di pianezzo si estendevano fino alle pendici del Corno Centrale e Corno Occidentale e gli sciatori dell'epoca, grazie alla copiosa neve ed alla pendenza, scendevano e risalivano dalla Forcella dei Corni. Un incidente con gli sci, o alpinistico per una salita invernali alla sommità dei due Corni, avrebbe potuto non risultare immediatamente fatale seppur molto grave. All'epoca, specie in inverno, la possibilità di avere soccorso o di trasportare il ferito a valle erano molto scarse, forse nulle, probabilmente si è cercato di dare riparo al ragazzo nelle baite dove però la situazione è poi tragicamente peggiorata. Il 19 Marzo del 1951 era un lunedì e la presenza della madre fa ipotizzare due possibilità: la prima è che tutta la famiglia stesse trascorrendo il fine settimana a Pianezzo, la seconda è che l'incidente sia avvenuto la domenica e che allertati a valle i soccorsi la donna possa aver deciso di raggiungere il figlio alla baita dove amici o presenti stavano cercando di dargli sostegno e riparo. Uno scenario, quest'ultimo, tanto tragico quanto plausibile.

La foto

La foto di Angelo Pontiggia

La lapide reca una foto in bianco e nero su ceramica di Angelo Pontiggia. Quell'immagine resiste allo scorrere del tempo ed alle intemperie da ormai più di 70 anni. Nell'immagine appare un ragazzo sorridente in un'elegante posizione da sciatore, con gli sci uniti, il busto in avanti e le ginocchia ben piegate come si usava all'epoca. La lapide definisce angelo uno "skiatore", utilizzando la "K" in una definizione un po' anglofona che probabilmente rimarcava l'impegno e le capacità del ragazzo nella disciplina.

Posizione e cartografia

OpenStreetMap - Il Faggio di Angelo

Corni di Canzo

I Corni di Canzo si trovano nella parte sud-orientale del Triangolo Lariano, nell’insieme di montagne che, per ragioni morfologiche e storiche, viene anche chiamato Isola senza Nome. Il loro iconico profilo, i tre corni sommitali, rendono facile riconoscere questa montagna anche a grande distanza dalla pianura. Sono le cime più elevate della costiera che separa il corso del Lambro dal ramo orientale del Lago di Como. Si presentano con un versante settentrionale, prevalentemente a fiancate, in gran parte roccioso e con i restanti versanti, quello meridionale e quello occidentale, generalmente erbosi o coperti dal bosco.

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